SICUREZZA - LINEE DI CONDOTTA

 

Già il filosofo francese Cartesio considerava il viaggio come un’esperienza interculturale in grado di aprire nuovi orizzonti. Ma se allora solo pochi potevano permettersi un simile tipo di vita, oggi "il viaggiare" è diventato un obbligo di status. La smania di collezionare e consumare mete ha originato la mercificazione del "mordi e fuggi" secondo gli schemi e i media di un turismo di massa, che tende a ledere l’idea stessa del "viaggio".
Riassumendo i fondamentali principi etici in questa contenuti, possiamo affermare che il turismo:
 
Dalla riflessione su quanto esposto nasce quello che potremmo definire il dilemma della sicurezza, sia per quanto riguarda il turista come persona fisica che si reca in uno Stato nel quale egli stesso è considerato "straniero", sia per quanto concerne la capacità di mantenere un clima di pacifica convivenza fra comunità locale e turisti limitando al massimo i possibili elementi di rottura.
Si tratta in realtà di delineare un codice di comportamento che il turista deve adottare nell’interesse della propria sicurezza, affinché il sogno di una bella vacanza non si trasformi in un evento drammatico. I fatti di cronaca purtroppo non mancano; d’altra parte non è neppure pensabile dover viaggiare con un codice penale internazionale in tasca. Ritenendo comunque che il miglior manuale sia quello del "Buon Senso", è tuttavia consigliabile seguire le indicazioni date dalle agenzie di viaggi e dalle guide turistiche, che sotto certi aspetti sono molto esaurienti.
E’ corretto in ogni caso fornire, se non un vero e proprio manuale, che implicherebbe un estenuante elenco dei vari paesi con le rispettive caratteristiche e con i relativi parametri di rischio, una serie di principi, di linee guida, per così dire, che siano in grado di aiutare il viaggiatore a metabolizzare i concetti chiave della prevenzione.
Tracceremo una scheda tipo, che ovviamente dovrà essere integrata di volta in volta secondo il tipo di viaggio, non con lo scopo di creare il "manuale del perfetto viaggiatore", ma con l’obiettivo di sensibilizzare il turista in merito all’apprendimento di una psicologia pratica sulla comprensione dell’elemento rischio e sul relativo feed-back comportamentale:
  1. "Paese che vai, usanza che trovi". Significa innanzitutto rispetto per la cultura e le tradizioni locali. Gli occidentali tendono ad essere abbastanza pratici, ma è necessario ricordare che culture diverse dalla nostra, spesso sono molto più ritualistiche e la loro complessità non deve essere sottovalutata. Un’offesa, anche non voluta può costare cara.
  2. La religione, di qualunque genere sia, è un fattore determinante per molti popoli. Le usanze religiose devono essere accuratamente considerate qualora la nostra meta sia un affascinante "luogo del mistero"; possiamo parlare del Tibet, come di certe zone tribali dell’Africa, dei luoghi sacri degli Indiani d’America o dei suggestivi templi dell’estremo Oriente.
  3. La diffidenza delle popolazioni locali, che può dare origine anche a fenomeni di violenza, più che essere considerata una forma di criminalità, deve essere interpretata come il diritto alla difesa della propria incolumità. Il turista è sempre e comunque "l’estraneo" che deve essere in grado di farsi accettare "in casa d’altri".
  4. La giovialità ed il comportamento particolarmente amichevole del paese ospitante non deve essere mai confuso con l’ingenuità e con la stoltezza. Nessuno ha il diritto di abusare dell’altrui ospitalità. Spesso, nei paesi in via di sviluppo o sottosviluppati, nei quali esiste ancora la "Legge del Clan" o del capo tribù, esistono anche leggi molto più inflessibili delle nostre.
  5. E’ buona cosa, non fosse altro che per rispetto, chiedere l’autorizzazione a fare fotografie, soprattutto se personali. Fotografare un capo religioso, un guerrigliero, un mercenario o una persona comune non significa "portarsi a casa un trofeo". La fotografia è sempre il risultato di un’azione che significa "catturare", "trattenere in modo abusivo", "togliere in un certo senso la libertà". E’ in realtà un modo inconscio per "colpire" e questo significato, sia pure con modalità diverse è percepito in tutte le culture. Questo è il motivo per cui una semplice e cortese richiesta è sempre consigliabile. In zone di guerra, guerriglia, guerra civile e/o ad alto quoziente di povertà, furti, rapine, scippi, saccheggio e danni alla persona sono da considerarsi eventi purtroppo "normali". E’ evidente anche la scarsa affidabilità delle forze dell’ordine. Evitare di calarsi nella parte di Indiana Jones è senz’altro un grande segno di intelligenza. Le guide turistiche, in tal senso sono molto esaurienti. Prendere il treno come pendolari mentre ci rechiamo al lavoro, non è come salire su un vagone trainato da una vecchia locomotiva a vapore, che ci porta a visitare i dintorni di Machu Pichu. Nel primo caso, forse possiamo portare anche un bel Rolex al polso; nel secondo, invece, non è sbagliato neppure togliersi la fede matrimoniale.
  6. Nei paesi dove il narco-traffico costituisce un’attività fiorente, l’amicizia con personaggi locali particolarmente potenti può essere molto dannosa. Può accadere che ci sia la necessità di trovare un capro espiatorio e in tal caso, chi meglio dell’ingenuo turista in cerca di avventure può essere miglior soggetto? Si tenga presente che nei casi di sospetta complicità con la criminalità organizzata, qualunque sia il livello di questa, i consolati e gli organi diplomatici possono fare ben poco.
  7. Il turismo sessuale, che si è sviluppato nelle aree economicamente depresse è stato ben tollerato per diversi anni, poiché, sotto certi aspetti, contribuiva ad incrementare la ricchezza. La prostituzione, ivi compresa quella minorile, che si è verificata, ad esempio, a Cuba o in alcune zone particolarmente sottosviluppate dell’Africa, è diventata un vero e proprio business a carattere internazionale. I regimi stessi, pur vietando apertamente tale tipo di attività, erano disposti a tollerarne l’esistenza in cambio di favori e denaro. Attualmente le leggi sulla prostituzione e sullo sfruttamento minorile sono molto più rigide, sia per motivi socio-politici che per ragioni sanitarie. La "moda" del turismo sessuale sembra aver cambiato percorso. A titolo di esempio si possono citare "La carta del turismo e il Codice del turismo" adottati nel 1985 dall’Organizzazione mondiale del turismo. Molte altre sono le disposizioni che nel corso degli anni hanno focalizzato in modo sempre maggiore la necessità di debellare questa piaga sociale. Importanti strumenti per il rafforzamento e l’elaborazione dei codici di comportamento e dei meccanismi di auto disciplina sono già da tempo all’esame della Commissione UE, che si è dimostrata favorevole all’assunzione di un pacchetto minimo di impegni da parte dei professionisti del settore, i quali, ispirandosi al più alto rispetto dei diritti umani, possono essere in grado di promuovere in modo concreto le iniziative più opportune per la tutela dei minori e delle persone a rischio.
  8. Può essere utile, ai fini della prevenzione e della sicurezza personale, focalizzare la propria attenzione su semplici azioni della vita quotidiana, come camminare, prendere il treno, l’autobus o la propria vettura, oppure trovarsi in un locale, ad esempio un cinema all’aperto, una discoteca o qualsiasi altro luogo.  Camminando per strada, ad esempio, è bene controllare sempre cosa accade intorno a noi, considerare se siamo oggetto di particolare interesse da parte di "occhi indiscreti", evitare di tenere il bordo del marciapiede con la borsa sul lato strada. Se possibile, sostituire alla borsa un marsupio con fibbia passante che non si riesca a sganciare rapidamente; non fidarsi di chi ci ferma con qualche scusa, specialmente se questa diventa insistente; annotare eventuali numeri di targa di veicoli che seguono lentamente quasi a passo d’uomo. Se vengono notate persone sospette, eventuali scippatori, cambiare strada, entrare in un locale pubblico, cercare di non essere mai soli in luoghi oscuri, specie se considerati zone a rischio; fare attenzione a chi urta o spinge; evitare di passeggiare con gioielli, orologi di valore e altri oggetti preziosi (ciò che luccica, anche se di insignificante valore, gioca molto sulla fantasia del malintenzionato).
  9. Altra situazione da tenere sotto controllo è la vita nei locali notturni e nelle discoteche. Da sempre la vita notturna ha interessato giovani e non, grazie a quel suo fascino un po’ ambiguo, alternativo e trasgressivo, che raccoglie nell’immaginario collettivo tutto ciò che non si può fare alla luce del sole.
  10. In treno, in autobus o in auto, valgono le stesse misure di sicurezza di quando si cammina per la strada: un’occhiata in più, una veloce perlustrazione intorno al proprio mezzo, osservare se ci sono elementi sospetti in giro non costituisce affatto un sintomo di mania di persecuzione. Un po’ di prudenza, accompagnata al buon senso e all’intelligenza permettono di gustarsi veramente una bella vacanza senza doversi sentire dei frustrati solo perché non siamo entrati nel "ghetto" di qualche zona "calda". Purtroppo, non sempre, l’intervento della polizia è immediato e risolutivo. E in ogni caso, meglio prevenire che reprimere.
Saper prevenire non sempre è risolutivo, ma spesso allontana i guai; non ostinarsi a frequentare per forza quel determinato posto non è assolutamente indice di debolezza, ma di buon senso. Ricordiamoci che lo scopo per il quale decidiamo di andare in certi luoghi è e deve rimanere solo lo svago e il giusto divertimento.
Sarebbe il caso di affermare: "Turismo Ok, spensieratezza Ok, ma attenzione e vigilanza Ok! Ok! ".

 Tratto da uno scritto del dr. Fabrizio Cortigiani
Psicologo e Ricercatore in psicologia criminale presso
The Yorker Intenational University